1

 

La tragedia avvenuta alle Maldive, che ha coinvolto cinque subacquei italiani durante un’immersione profonda, ha generato in poche ore un’enorme quantità di articoli, commenti e ricostruzioni.
Come spesso accade, però, gran parte delle informazioni diffuse pubblicamente sono state accompagnate da termini usati impropriamente, interpretazioni superficiali e conclusioni affrettate.

Nel momento in cui scriviamo, i fatti reali non sono ancora stati chiariti ufficialmente.
Eppure, tra titoli sensazionalistici e opinioni improvvisate, si è già assistito al classico processo mediatico in cui supposizioni e ipotesi vengono trasformate in “verità”.

La subacquea non è un argomento che si può improvvisare

Uno dei problemi principali è che la subacquea viene spesso raccontata da chi non ne conosce realmente il funzionamento tecnico, operativo e fisiologico.

Nel linguaggio giornalistico:

  • un subacqueo con un brevetto “Advanced” viene definito automaticamente “esperto”;
  • una cavità sommersa viene chiamata genericamente “grotta”;
  • immersioni profonde, tecniche o in ambiente overhead vengono trattate come semplici immersioni ricreative;
  • si parla di “malori improvvisi”, “panico” o “misteri” senza alcuna base tecnica.

Chi pratica realmente questo mondo sa invece che esistono enormi differenze tra:

  • immersione ricreativa;
  • immersione tecnica;
  • immersione con decompressione;
  • immersione in ambiente overhead;
  • cavern diving;
  • cave diving;
  • immersioni profonde in corrente;
  • immersioni con miscele diverse dall’aria.

Sono discipline che richiedono addestramento specifico, esperienza reale, gestione del rischio, pianificazione rigorosa e capacità operative molto lontane dall’idea romantica e superficiale spesso raccontata dai media.

“Esperto” non significa automaticamente preparato a tutto

Un altro errore molto diffuso è associare il possesso di un brevetto avanzato all’essere un subacqueo altamente esperto.

Nel mondo reale la differenza tra:

  • “brevettato”,
  • “subacqueo esperto”,
  • “subacqueo tecnico”,
  • “istruttore”,
  • “cave diver”,

è enorme.

L’esperienza reale non si misura soltanto con un tesserino o con il numero di corsi frequentati, ma con:

  • ore effettive in acqua;
  • esposizione a condizioni difficili;
  • gestione delle emergenze;
  • capacità di team;
  • consapevolezza dei propri limiti;
  • mantenimento delle competenze nel tempo.

La subacquea resta un ambiente ostile all’essere umano.
Sott’acqua non siamo nel nostro elemento naturale, e anche attività apparentemente semplici possono diventare rapidamente critiche quando più fattori negativi si sommano contemporaneamente.
Sicuramente questi 5 subacquei avevano esperienza vista la quantità di immersioni alle spalle e sicuramente sarò successo l imprevedibile che ha condotto alla morte tutti e 5 , chissà quale combinazione estrema
si sarà verificata o anche la più banale, ma il risultato non ha cambiato il finale. 

Quindi che sia chiaro non sto criticando loro , ma critico chi si presenta , per protagonismo o chissà cos' altro, ed emette sentenze , ipotesi, certezze e parla di miscele, nitrox,trimix senza cognizione di causa.
Questo non lo digerisco e oggi si apprende anche, che un altro Subacqueo soccoritore della marina delle Maldive e morto (pare per embolia). Anche qui azzardare ipotesi su fatti che non si conoscono e come brancolare nel buio.
Oggi la malattia da decompressione , si conoscono bene i rischi ,  e gli esperti sanno come gestirla, migliaia se non milioni di immersioni giornaliere che si svolgono nel globo e non provocano questo insorgere di problemi,  oggi abbiamo a disposizione strumenti atti a gestire l azoto disciolto nel nostro sangue. Qindi anche in questo ultimo caso non conosciamo gli eventi che hanno portato al decesso di quest'altro povero subacqueo.
Quindi mi rivolgo a tutti gli "esperti" evitate di emettere sentenze e se proprio volete essere protagonisti fate un bel video su TikTok magari ballando e saltellando avrete più visibilità.
Io dopo tanti anni come Istruttore Subacqueo , non mi ritengo "esperto " ho solo avuto un addestramento più avanzato e le migliaia di immersioni hanno fatto il resto acquisendo esperienza, ma non sono un esperto , gli esperti per me erano, Costeau, Mayol, Maiorca e cosi via, e nonostante tutto restavano sempre umili.

2
Le teorie sull’incidente: ipotesi, non verità

In queste ore stanno circolando numerose teorie sulle possibili cause dell’incidente:

  • narcosi da azoto;
  • tossicità da ossigeno;
  • problemi legati alle miscele;
  • correnti forti;
  • disorientamento;
  • errore umano;
  • perdita del team;
  • guasto tecnico;
  • problemi nella gestione della decompressione;
  • stress o task loading eccessivo.

Sono tutte ipotesi teoricamente possibili.
Ma, ad oggi, restano soltanto ipotesi.

Ed è importante ribadirlo con chiarezza: nessuno, al di fuori degli investigatori e delle persone realmente coinvolte, conosce ancora la sequenza reale degli eventi.

Tentare oggi di attribuire responsabilità o identificare una singola causa significherebbe cadere nello stesso errore che molti stanno già commettendo:
trasformare supposizioni in fatti.
Le riviste o i portali più autorevoli non sono entrati nel merito a diffondere servizi o notizie di cui non si ha conoscenza, questa è serietà. 
Ho visto anche un intervista alla condirettrice del corriere dell sera che si reputa "un esperta" del settore perchè ha un brevetto Advanced, e ovviamente aprendo bocca 
strappa sorrisi malinconici per le stupidaggini che dice, e come lei tantissimi altri.

Gli incidenti subacquei sono quasi sempre multifattoriali

Chi ha esperienza nel settore sa bene che gli incidenti gravi raramente nascono da un unico evento isolato.

Molto più spesso si tratta di una concatenazione di elementi:

  • condizioni ambientali;
  • stress operativo;
  • visibilità;
  • corrente;
  • configurazione;
  • stanchezza;
  • comunicazione;
  • gestione del gas;
  • decision making;
  • fattori fisiologici;
  • errori umani;
  • imprevisti tecnici.

Presi singolarmente, molti di questi fattori possono essere gestibili.
È la loro combinazione, in un ambiente che non perdona facilmente gli errori, a trasformare una situazione normale in un’emergenza critica.

Il rispetto prima delle conclusioni

Di fronte a tragedie come questa servirebbero soprattutto:

  • prudenza,
  • rispetto,
  • competenza,
  • silenzio quando non si conoscono i fatti.

La subacquea non è un gioco, ma non è nemmeno il mondo “misterioso” e sensazionalistico che spesso viene raccontato.

È una disciplina straordinaria che richiede preparazione, umiltà e consapevolezza continua dei rischi.

Prima di emettere sentenze o costruire teorie definitive, sarebbe opportuno attendere dati reali, analisi serie e ricostruzioni tecniche fondate.

E in assenza di un testimone oculare resta sempre e soltanto una teoria

Tutto il resto, almeno per ora, resta soltanto rumore.

 

Pin It

FEATURED

Gli Effetti del Cambiamento Climatico sugli Ecosistemi...

    Dista 100 anni luce dal sistema solare...

    Stromboli, ritenuto uno dei vulcani più ...

Cronaca - tratto da Sicilia.it (servizio di Leonardo Lod...

  RIPARTIRE DALLE REGOLE Come è noto, le 871 ar...

     - Di Marco Gimmillaro Interessant...

RECENT

Gli Effetti del Cambiamento Climatico sugli Ecosistemi...

    Dista 100 anni luce dal sistema solare...

    Stromboli, ritenuto uno dei vulcani più ...

Cronaca - tratto da Sicilia.it (servizio di Leonardo Lod...

  RIPARTIRE DALLE REGOLE Come è noto, le 871 ar...

     - Di Marco Gimmillaro Interessant...